Geyser El Tatio

Il campo geotermico più grande dell’emisfero sud

Sveglia alle 4.30, partenza alle 5 di mattina.
È consigliato arrivare per l’alba ai Geysers, perché è il momento in cui danno il loro meglio.
In macchina siamo 4, io e i 3 ragazzi brasiliani conosciuti in ostello con i quali trascorrerò tutta la giornata.
Ho un sonno assurdo, ma mi forzo a non dormire, un po’ perché sarebbe scortese visto che sono ospite, un po’ perché il sole sta facendo capolino dai vulcani intorno a noi.
Lo spettacolo è da brividi.
Il cielo diventa sempre meno oscuro e i contorni delle montagne si colorano di un azzurro tenue.
In macchina vige il silenzio, la contemplazione… e la musica brasiliana, che ovviamente non c’entra un cazzo con la situazione. Ci starebbe qualcosa di tranquillo e melodioso, invece si pompa nelle casse con sta samba brasileña che mi rovinao il momentao di meditazionao.

Scopro con poco piacere che anche i brasiliani si insultano per le scoreggie tossiche in macchina.
Mi viene in mente di quando un giorno, un vecchio monaco di un tempio buddista, mi guardò dritto negli occhi e con fermezza mi disse: “Chi scoreggia in macchina e in ascensore, è un infame o un traditore”.
Amen fratello monaco, amen.

A svegliarci definitivamente ci pensa la strada, in condizioni pietose, che fa tremare la macchina per tutta l’ora e mezza di viaggio.
Ci guardiamo ridendo disperati, tra le poche ore di sonno e questo tremolio, i nostri nervi sono agli sgoccioli.
Per fortuna la musicao brasiliao calma gli animi e ci fa venire voglia di twerkare.

Finalmente arriviamo ad El Tatio, a 4200 metri di altitudine.
È il gruppo di Geyser più grande dell’emisfero sud, il terzo più grande del mondo.
Ci sono circa 80 geyser, l’8% di quelli esistenti al mondo(!!!!!).
L’acqua emerge a 86°C, temperatura di ebollizione a quella altitudine.
Ho fatto qualche ricerca nell’internet, perché nonostante le mie 3 lauree in geologia vulcanica, proprio non mi capacitavo di come cazzo fosse possibile tutto ciò.
Spiego a voi babbani, risparmiandovi il gergo tecnico, come funziona.
Partiamo dalle basi, i geyser sono getti d’acqua e vapore eruttati dal suolo, solitamente ad intervalli regolari.
Essi si formano quando l’acqua, nel sottosuolo, circola attraverso rocce impermeabili ad altissima temperatura, perché scaldata da una camera magmatica in vicinanza.
Arrivata al punto di ebollizione, si espande, sputando fuori una certa quantità di liquido.
Fine della lezione, ignoranti.

Arrivati al parco geologico, uscendo dalla macchina ci rendiamo conto che fa un freddo allucinante!
La temperatura dice -4°C (MENOQUATTRO), poche ore prima stavo schiumando dal caldo in ostello, nel mezzo del deserto di Atacama.
Ma il freddo non è importante in questo momento, mi trovo davanti ad un evento naturale indescrivibile.
Una valle nel mezzo di montagne e vulcani, a 4200 metri, con fontane d’acqua naturali ovunque.
Passeggiamo senza parole in mezzo ad esse, mentre piccoli corsi d’acqua bollente ci scorrono tra i piedi.
È surreale.
Il sole è appena sopra i monti, di fronte a noi.
Alcuni geyser sono piccoli e l’acqua a malapena bolle in superficie.
Altri la sparano a 7/8 metri di altezza, creando una cornice stupenda grazie al sole che dietro di loro fa brillare il vapore che lentamente si allontana.
I brasiliani me li sono persi, continuo a guardare esterrefatto per un’oretta.
Li ritrovo intenti a fare foto artistiche, stile Torre di Pisa, con i getti d’acqua che fuoriescono dal didietro.
Ovviamente mi cimento anch’io.
Rimaniamo lì finché la potenza diminuisce visibilmente e ci spostiamo alle terme offerte dallo stesso campo geotermico.
Piccolo bagnetto e via verso Machuca, un piccolo paesino nel mezzo delle montagne.
Lì degustiamo uno spiedino di lama. Scusatemi amici vegetariani ma era tipico, dovevo farlo.
Che poi alla fine niente di che.
Stoppaccioso.

Dopo le terme dei Geyser, è arrivato il momento di quelle di Puritama, una serie di otto grandi pozze di acqua geotermica, situata nella parte inferiore di un canyon, nel deserto di Atacama.
Orario di arrivo: mezzogiorno.
Geni.
Passiamo in acqua, sotto il sole, 3 ore.
Geni.
L’acqua è caldina, fuori c’è un vento fresco in quanto siamo comunque a 3500 metri.
Non mi passa neanche per la testa che quella spolveratina di crema solare potrebbe non essere sufficiente.
Torno a casa fuxia.
Mi guardo allo specchio, in ostello, e non mi resta che piangere.
Avevo appena finito di imprecare per la macchinetta fotografica, dovrò per forza ricominciare.
Nel giro di mezza giornata sono riuscito a crepare di freddo a -5 gradi ed a bruciarmi completamente.

Daje, ci sentiamo presto, vado a comprare il fottutissimo dopo-sole.

Tommy

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