Villarrica e Pucón – Il Sud del Chile in autostop

Il viaggio a sud col pollice alzato

Il bus arriva alle 7 di mattina a Villarrica, città sulla costa dell’enorme lago con lo stesso nome. Sul lato opposto c’è Pucón, mia prossima destinazione.
Faccio colazione con un pesca sulla riva del lago prima di fare un giro per la città, passeggiando nel tipico mercato di artigianato locale.
Dopo tanti giorni trascorsi a Santiago, sento la necessità di stare un po’ solo in mezzo alla natura, così decido che passerò la prossima notte in tenda sulla riva del lago.
Percorro qualche chilometro allontanandomi dalla città e finalmente tiro fuori il pollicione per tentare di fare autostop.
Dopo meno di mezz’ora si ferma un auto, c’è Juan al suo interno, uomo di mezza età originario del sud cileno, ha lavorato a San Pedro e poi si è trasferito a Pucón, è lì che è diretto.
Chiacchieriamo un po’ del Cile e mi da qualche consiglio sulle future tappe.
Scendo nella spiaggia Los Chilcos, a metà strada tra Villarrica e Pucón, è qui che passerò la notte, ma prima un bagnetto al lago congelato.
Il tramonto sul lago è stupendo, la pace e la natura di cui avevo bisogno.
Armando la tenda conosco una coppia di ragazzi, lui argentino, lei spagnola.
Passo la serata ammirando il cielo stellato mentre loro cantano accompagnati dal suono della chitarra.

Mi sveglio all’alba ascoltando il rumore dell’acqua del lago e, mentre faccio colazione con della frutta, conosco due signori sulla cinquantina.
Sono fratelli, boscaioli, mi offrono un passaggio fino a Pucón ed io accetto volentieri.
Arrivato lì prenoto un ostello per lasciare lì lo zaino troppo pesante che non mi permette di girare con tranquillità tra le vie della piccola cittadina.
Intanto, attraverso la piattaforma CouchSurfing, conosco Sebastian, un ragazzo di 30 anni che vive in un quartierino verso la montagna.
CouchSurfing è un servizio gratuito attraverso il quale chiunque può offrire ospitalità a casa sua, o semplicemente dare consigli e fare da guida ai viaggiatori.
Sebastian mi invita a raggiungerlo a casa sua, li mi riempie di informazioni che mi permetteranno di non perdermi nulla nei giorni a venire.
La mattina seguente decido di visitare il Parque Nacional Huerqueue, che si trova ai piedi delle Ande, a 33km da Pucón.

Ormai non voglio saperne di utilizzare altri mezzi, così preparo un cartone col nome del parco e lo espongo pazientemente all’uscita di una rotonda.
Subito mi fa salire Javi, un ragazzo diretto più in là di Huerqueue ma che mi lascia ad uno svincolo a 10 km dal parco.
Da li arrivo all’entrata prima con una coppia cilena, poi con Peter, un olandese che dopo aver trascorso le vacanze qui, si è innamorato della zona e si è trasferito una decina di anni fa.
L’escursione all’interno del parco la svolgo con Agustín, un ragazzo conosciuto appena entrato e con cui trascorro chiacchierando piacevolmente le 3 ore che ci portano fino ai 3 laghi al centro della riserva.
Mi bagno nel Lago Verde, ancora più freddo di quello del giorno prima.
Lo stato di congelamento mi fa sembrare meno faticoso il ritorno.
Uscendo dal parco, fermo una macchina per chiedere un passaggio, la coppia di Buenos Aires al suo interno porta me e il mio amico fino in centro a Pucón.
Ci sto prendendo gusto.

Il giorno seguente è il 31 Dicembre, Sebastian mi organizza un tour gratuito in più punti di interesse della città, grazie ad una sua conoscenza in un’impresa turistica.
La prima tappa è la base del vulcano Villarrica, il più attivo del Cile.
Nel 1971 una violenta eruzione ha causato 25 morti e la distruzione di molti paesini intorno ad esso.
L’ultima è stata nel 2015, che però non ha causato i danni della precedente.
È la prima volta che vedo un vulcano fumare costantemente in questo modo, la sensazione di impotenza di fronte alla natura che da un momento all’altro potrebbe farmi scomparire è forte.
Lo spettacolo, però, è altrettanto emozionante.
Purtroppo c’è sempre un lato negativo, infatti senza accorgermi lascio sulla base del vulcano il tappo dell’obiettivo della mia macchina fotografica.
Sarà impossibile trovare un negozio che ne venda uno in tutto il continente.

La tappe seguenti sono il Salto de Mariman e Los Ojos del Caburga.
Il primo è una piccola cascata dove il rafting è all’ordine del giorno, i secondi sono una coppia di piscine naturali davvero spettacolari.
Il tour si completa alle terme, dove trascorro due ore davvero rilassanti, ci voleva.
Passo la sera di Capodanno insieme ai ragazzi dell’ostello, facciamo un asado e balliamo tutti insieme nel cortile interno.
Serata divertente, un capodanno diverso dal solito vista la lontananza dalle persone care.
Il giorno dopo mi passa a prendere Sebastian e vado con la sua famiglia in un parco sulla riva del fiume.
Li si riuniscono tutte le famiglie della zona, grigliando e passando la giornata di festa in grande gioia.
Siamo una trentina, conosco tutti ed esibisco le mie grandi doti calcistiche nella partita di rito.
Mi ospitano per la notte ed il giorno dopo, 2 di gennaio, mi sveglio per rimettermi sulla strada.
L’obiettivo è attraversare di nuovo la frontiera, diretto a San Martin de los Andes, prima tappa del mio viaggio attraverso la Patagonia Argentina.

Tommy

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2020-01-13T05:46:11+01:00